Dal sogno alla realtà: il viaggio in Giappone del vincitore della nostra Lotteria di Natale
- 10 giu
- Tempo di lettura: 6 min

Ci sono viaggi che si prenotano, si organizzano, si vivono.
E poi ci sono viaggi che restano addosso.
Il Giappone è uno di quei luoghi capaci di entrare piano, giorno dopo giorno, nei ricordi più belli. Non è solo una destinazione: è un’emozione continua, fatta di luci, silenzi, profumi, sapori nuovi, gentilezza, ordine, tradizioni e piccole scoperte quotidiane.
Lo sa bene il vincitore del primo premio della nostra scorsa Lotteria di Natale, che ha avuto la possibilità di vivere un’esperienza speciale in Giappone, tra Tokyo, l’isola di Shikoku, città autentiche, castelli, onsen, konbini, ramen, sushi e panorami che sembrano usciti da un film.
Un viaggio lungo, iniziato con tanta emozione e concluso con una frase che racconta tutto:
“Sto piangendo a ricordare tutto questo.”
L’arrivo in Giappone: la prima emozione a Narita
Il viaggio è iniziato con un lungo volo dall’Italia: Roma – Shanghai, circa 12 ore, e poi Shanghai – Narita, altre 3 ore di volo.
Dopo tante ore in aereo, l’arrivo all’aeroporto di Narita è stato già il primo assaggio di Giappone: luci ordinate, silenzio, organizzazione perfetta e quella sensazione unica di essere finalmente dall’altra parte del mondo.
L’arrivo era previsto alle ore 20:00. La prima notte è stata trascorsa direttamente in aeroporto, al 9h Capsule Hotel, un’esperienza già molto giapponese: essenziale, moderna, ordinata e perfetta per riposare dopo un viaggio così lungo.
Prima di dormire, però, non poteva mancare un piccolo giro in aeroporto. Anche un semplice aeroporto, in Giappone, diventa una scoperta: negozi, distributori, snack mai visti, insegne colorate e quella curiosità che accompagna ogni primo passo in un Paese nuovo.
Da Narita a Takamatsu: inizia l’avventura nello Shikoku
Il secondo giorno è iniziato prestissimo, con la sveglia alle 5 del mattino. Da Narita, il viaggio è continuato con un volo interno verso Takamatsu, della durata di circa un’ora e mezza.
Da lì, il trasferimento in bus verso Shikoku-Chuo e l’arrivo al Super Hotel, base dei primi giorni di viaggio.
Il primo impatto con il Giappone più autentico è stato proprio qui: non la grande metropoli caotica, ma una zona più tranquilla, ordinata, quotidiana. Un Giappone fatto di strade pulite, persone gentili, negozi locali e piccoli dettagli da osservare con calma.
La sera è arrivato anche uno dei momenti più attesi: il primo sushi in Giappone, da Sushiro. Perché mangiare sushi in Giappone non è semplicemente “andare a cena”: è vivere un piccolo rito, tra piattini che scorrono, sapori freschi, scelta infinita e quella sensazione di essere esattamente dove si sognava di essere.
I primi giorni: konbini, supermercati e vita quotidiana giapponese

Il terzo giorno è stato dedicato ai primi giri in solitaria.
Ed è proprio camminando senza fretta che si scopre il Giappone vero: i konbini aperti a ogni ora, come FamilyMart, 7-Eleven e Lawson; i supermercati pieni di prodotti curiosi; le catene di negozi ordinatissime; i distributori automatici ovunque, sempre pronti a “salvarti la vita” con una bevanda fresca o calda per pochi yen.
In Giappone anche le cose più semplici diventano speciali.
Comprare uno snack al konbini, scegliere una bibita da un distributore, osservare il modo in cui tutto è confezionato con cura: sono dettagli piccoli, ma sono proprio questi a rendere il viaggio indimenticabile.
Kochi: il castello, il ramen e una giornata di festa
Il quarto giorno è stato dedicato a Kochi, raggiunta in bus.
Una giornata intera in città, resa ancora più speciale da una sorpresa: la sagra del ramen. Un’occasione perfetta per immergersi nei sapori locali, assaggiare una delle specialità più amate del Giappone e vivere l’atmosfera di una festa popolare.
Kochi ha regalato anche una visita al suo famoso castello, uno dei luoghi più rappresentativi della città. Salire, osservare l’architettura, guardare il panorama e respirare la storia del Giappone feudale è stato uno di quei momenti che fanno capire quanto questo Paese riesca a unire passato e presente in modo naturale.
La sera, rientro in bus e ritorno in hotel, con negli occhi le luci della città e il ricordo di una giornata piena.
Verso Matsuyama: più vita, più movimento, più Giappone

Dopo alcuni giorni più tranquilli, il viaggio è proseguito verso Matsuyama, capitale della prefettura di Ehime.
Qui l’atmosfera è cambiata: più persone, più palazzi, più movimento, più vita. Matsuyama ha dato subito l’impressione di una città più grande, ma comunque vivibile, ordinata e accogliente.
È stato il momento in cui il viaggio ha iniziato a mostrare un altro volto del Giappone: non solo silenzio e tranquillità, ma anche energia urbana, negozi, sale giochi, strade più animate e luoghi iconici da scoprire.
Il Castello di Matsuyama: una vista che resta nel cuore
Una delle giornate più belle è stata dedicata al Castello di Matsuyama.
La visita ha occupato quasi mezza giornata, tra salita, panorami e scoperta di uno dei simboli della città. Il castello domina Matsuyama dall’alto e regala una vista meravigliosa sulla città e sul paesaggio circostante.
È uno di quei luoghi in cui ci si ferma a guardare, senza dire troppo. Perché a volte basta il panorama a raccontare tutto.
La sera, invece, spazio a un’altra esperienza tipicamente giapponese: una sala giochi piena di videogiochi, luci, suoni e gatcha. Un mondo colorato, divertente, quasi surreale, dove è impossibile non tornare un po’ bambini.
Shimonada: la stazione vista mare

Tra i momenti più emozionanti del viaggio c’è stata la visita a Shimonada.
Questa piccola località è famosa soprattutto per la sua stazione ferroviaria affacciata sul mare. Un luogo semplice, essenziale, ma incredibilmente suggestivo.
Una banchina, i binari, il cielo e il mare davanti.
È il tipo di posto che sembra creato per fermarsi, respirare e scattare una foto che diventa subito un ricordo prezioso. In Giappone esistono luoghi così: non hanno bisogno di grandi monumenti, perché bastano la luce, il silenzio e il paesaggio a renderli speciali.
Dōgo Onsen: il Giappone antico e il rito delle terme

Un’altra tappa indimenticabile è stata la zona più caratteristica di Matsuyama, meno moderna e più tradizionale.
Qui il viaggio ha regalato alcuni dei dettagli più belli: il famoso treno in mostra, l’orologio a cucù che ogni ora si apre e suona per qualche minuto, le strade più tradizionali e l’atmosfera lenta di un Giappone antico.
Il momento più importante della giornata è stato l’ingresso al Dōgo Onsen, uno dei centri termali più famosi del Giappone.
Tra le due strutture, una più antica e una più moderna, la scelta è caduta su quella storica. Ed è stata la scelta giusta per vivere un’esperienza autentica.
Entrare in un onsen giapponese non significa solo fare un bagno termale. Significa rispettare un rito, rallentare, immergersi in una tradizione secolare e lasciarsi avvolgere da un’atmosfera che difficilmente si dimentica.
La sera, poi, cena semplice in hotel con prodotti presi al konbini. Perché in Giappone anche una cena così può diventare un momento felice.
Gli ultimi giorni: passeggiate, parchi e Donki
Gli ultimi giorni a Matsuyama sono stati vissuti con tranquillità.
Passeggiate senza fretta, parchi, negozi, piccoli acquisti e un giro da Donki, la famosissima catena giapponese riconoscibile dal suo pinguino. Un posto dove si trova praticamente di tutto e dove è facile perdersi tra souvenir, snack, cosmetici, oggetti curiosi e prodotti impossibili da trovare altrove.
Questi ultimi giorni sono stati forse i più dolci: quelli in cui non si corre più, ma si assapora. Quelli in cui il viaggio smette di essere una lista di cose da vedere e diventa semplicemente vita quotidiana in un altro Paese.
I sapori del Giappone: un viaggio anche nel gusto
Il Giappone è stato anche un viaggio nei sapori.
Sushi, ramen, udon, aburasoba, okonomiyaki, sashimi, gyoza, takoyaki: ogni piatto ha raccontato un pezzo diverso del Paese.
Tra tutti, l’aburasoba è diventato il preferito: un piatto ricco, saporito, diverso dal solito ramen, capace di lasciare il segno.
E poi ci sono i dolci dei konbini, una vera scoperta. Morbidi, belli da vedere, buonissimi. Tra questi, il melonpan, uno dei dolci più caratteristici e amati, è stato uno di quei piccoli piaceri quotidiani che rendono il Giappone ancora più speciale.
Impossibile non citare anche i distributori automatici: presenti ovunque, pratici, economici e pieni di bevande di ogni tipo. In Giappone sono una certezza, una compagnia di viaggio, una piccola salvezza a ogni angolo.
Il ricordo più bello: la gentilezza
Oltre ai luoghi, al cibo, ai castelli, agli onsen e alle luci delle sale giochi, ciò che resta davvero è l’atmosfera.
Le persone gentilissime.
La pulizia impeccabile.
L’ordine.
Il rispetto.
La sensazione di essere in un Paese lontanissimo, ma allo stesso tempo accogliente.
Il Giappone sorprende per la sua bellezza, ma conquista per il modo in cui ti fa sentire. Ogni gesto sembra curato, ogni spazio sembra pensato, ogni incontro lascia una traccia.
Un premio diventato ricordo per la vita

La nostra Lotteria di Natale nasce proprio con questo spirito: regalare emozioni, non solo viaggi.
E vedere il primo premio trasformarsi in un’esperienza così intensa, vera e indimenticabile è per noi la soddisfazione più grande.
Questo viaggio in Giappone è stato fatto di voli lunghi, sveglie all’alba, bus, hotel, konbini, sushi, ramen, castelli, mare, terme, sale giochi, parchi e passeggiate.
Ma soprattutto è stato fatto di meraviglia.
Quella meraviglia che arriva quando un sogno diventa realtà.
E forse il modo migliore per raccontarlo resta proprio nelle parole del nostro vincitore:
“Che altro dire... sto piangendo a ricordare tutto questo.”
Perché i viaggi più belli non finiscono quando si torna a casa.
Continuano ogni volta che li ricordiamo.



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