Vietnam: 10 luoghi da non perdere (secondo Anna)
- 2 lug
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 3 lug
Quando ho chiesto su Instagram cosa avreste voluto leggere per primo sul Vietnam, la risposta è stata abbastanza chiara: i luoghi da non perdere. E vi capisco, organizzare un viaggio in Vietnam significa aprire una mappa e rendersi conto di quante realtà diverse convivano nello stesso territorio: montagne nel nord, città caotiche, baie spettacolari, risaie, villaggi e isole tropicali. La vera difficoltà non è trovare cosa vedere, ma decidere cosa lasciare fuori.
Prima di partire immaginavo il Vietnam soprattutto come un viaggio fatto di paesaggi incredibili. Tornando a casa, però, mi sono resa conto che quei paesaggi raccontavano solo una parte della storia. A rendere questo viaggio così speciale sono stati anche i dettagli: il modo di vivere delle persone, le comunità incontrate lungo il percorso, le tradizioni e tutte quelle piccole scene di vita quotidiana che difficilmente si trovano cercando semplicemente "cosa vedere in Vietnam".
Questi sono i luoghi che mi hanno lasciato qualcosa in più. Alcuni sono tra le tappe più conosciute, altri vengono spesso esclusi dagli itinerari classici, ma proprio per questo mi hanno sorpresa ancora di più.
1. Hanoi: il primo impatto con il Vietnam
Hanoi è stato il mio primo vero incontro con il Vietnam. Motorini ovunque, profumo di street food che si mescola allo smog, persone sedute sui piccoli sgabelli lungo i marciapiedi e una quantità infinita di vita che scorre davanti agli occhi. All'inizio sembra quasi caotica, poi, poco alla volta, inizi a riconoscerne il ritmo.
Ai locali moderni e ai nuovi edifici si affiancano quartieri dove il tempo sembra seguire ancora un'altra velocità. Una delle cose che mi ha colpita di più riguarda il rapporto che molte persone hanno con la propria casa. Anche quando le condizioni economiche migliorano, non sempre sentono il bisogno di ristrutturarla o renderla più moderna. Rimangono legate a uno stile di vita semplice, funzionale e molto pratico. È un dettaglio che, almeno per me, racconta molto del valore attribuito all'essenziale.
Forse Hanoi non è il luogo più spettacolare del Vietnam in senso classico, ma è quello che permette di iniziare a comprenderne davvero il carattere: il suo ritmo, le sue contraddizioni e il modo in cui tradizione e cambiamento convivono ogni giorno.



2. Ba Bể: il Vietnam lontano dalle rotte più battute

Dopo il caos di Hanoi, arrivare a Ba Bể è stato come cambiare completamente scenario. Qui il lago domina il paesaggio insieme alle montagne e ai piccoli villaggi che vivono sulle sue rive.Il modo migliore per esplorare quest'area è salire su una barca e lasciarsi accompagnare tra le acque del lago, attraversando grotte come Puông Cave e osservando una quotidianità che da sempre ruota intorno all'acqua. Proprio il rapporto tra le persone e l'ambiente è uno degli aspetti più affascinanti di Ba Bể. Durante la stagione delle piogge il livello del lago può salire rapidamente, ed è per questo che molte abitazioni sono costruite su palafitte. Non si tratta di una scelta estetica, ma di una soluzione nata dall'esperienza di chi vive qui da generazioni.


3. Ha Giang Loop: il viaggio dentro il viaggio
Ci sono luoghi che si ricordano per la destinazione. L'Ha Giang Loop, invece, si ricorda per la strada. Ogni curva cambia il paesaggio: montagne che sembrano non finire mai, passi panoramici, vallate coltivate e piccoli villaggi che compaiono all'improvviso lungo il percorso. Ci sono momenti in cui viene spontaneo fermarsi, spegnere il motore e restare semplicemente in silenzio ad osservare. Ma quello che mi è rimasto più impresso non è stato solo il panorama. Attraversando i villaggi abbiamo visto bambini piccolissimi giocare lungo la strada. Alcuni avranno avuto appena tre o quattro anni, altri erano ancora più piccoli e stavano insieme ai fratelli maggiori, mentre moto, auto e pullman continuavano a passare. È stata una scena che mi ha colpita profondamente. Non perché fosse "giusta" o "sbagliata", ma perché mi ha ricordato quanto possano essere diversi i modi di vivere, le abitudini e il rapporto con la quotidianità da una parte all'altra del mondo. Lungo il percorso si incontrano anche diverse comunità etniche, ognuna con tradizioni, abiti e stili di vita propri. È una delle caratteristiche che rende questa regione così affascinante: nel giro di pochi chilometri cambiano i paesaggi, ma cambiano anche le persone e la cultura che li abita.

4. Cao Bằng e le cascate di Bản Giốc: il Vietnam che immaginavo
Se ripenso al Vietnam che avevo immaginato prima di partire, la mente va subito a questa zona. Non c'è la sensazione di dover rincorrere una tappa dopo l'altra: ci si lascia semplicemente accompagnare dalla strada, attraversando vallate, piccoli villaggi e distese di verde. Arrivare alle cascate di Bản Giốc dopo diverse ore di viaggio è stato uno di quei momenti che ripagano di ogni chilometro percorso. L'acqua scende tra le montagne al confine con la Cina creando uno scenario che sembra quasi irreale, ma senza perdere quella semplicità che caratterizza gran parte del nord del Vietnam.
Pochi chilometri più avanti si trova anche la grotta di Ngườm Ngao. Entrarci dà quasi la sensazione di cambiare mondo: dal paesaggio aperto delle montagne si passa improvvisamente a un ambiente fatto di enormi formazioni rocciose, giochi di luce e silenzio. È una deviazione dagli itinerari più classici che, almeno per me, è valsa assolutamente il viaggio.



5. Ninh Bình: la baia di Ha Long sulla terraferma
Davanti a Ninh Bình ho avuto un solo pensiero: sembra irreale. Le montagne calcaree emergono dalle risaie come isole, mentre i fiumi disegnano il paesaggio creando uno degli scenari più iconici del Vietnam. Non è difficile capire perché venga spesso chiamata la "Ha Long terrestre". Il modo migliore per scoprirla è salire su una piccola barca e lasciarsi trasportare lentamente tra i canali. Qui non serve fare molto altro: è il paesaggio a catturare tutta l'attenzione.
Una delle cose che rende Ninh Bình così affascinante è il fatto che cambi continuamente durante l'anno. Le stagioni trasformano il colore delle risaie, modificano il livello dell'acqua e regalano scorci completamente diversi.
Nel periodo della fioritura, da ottobre a marzo, i fiumi si riempiono di fiori di loto - che è il simbolo del paese - e il contrasto con le montagne crea uno scenario che sembra uscito da un dipinto. Non a caso è una delle zone più amate per realizzare servizi fotografici.


6. Cát Bà: il fascino della baia lontano dalla folla

Quando si pensa alla baia di Ha Long, l'immagine è quasi sempre la stessa: centinaia di imbarcazioni tra gli isolotti calcarei. Scegliere Cát Bà, invece, significa vivere quello stesso paesaggio con un ritmo diverso. Meno frenetico, più vicino alla natura.
Tra escursioni in grotte calcaree, kayak e punti panoramici, è uno di quei posti dove le ore scorrono senza quasi accorgersene. Ogni angolo invita a godersi il silenzio della baia. Durante una delle escursioni abbiamo anche incontrato alcune delle scimmie che vivono sugli isolotti. Vederle muoversi tra gli alberi, con il mare sullo sfondo, è stato uno di quei piccoli momenti che non avevo programmato e che, proprio per questo, ricordo con più piacere (non avevo il cellulare con me, quindi non ne ho prove, ma vi giuro che c'erano). Se cercate l'atmosfera della baia di Ha Long ma con un'esperienza più tranquilla, Cát Bà è una scelta che prenderei in considerazione.



7. Hoi An: la città che cambia volto al tramonto
Hoi An ha un'atmosfera diversa rispetto alle tappe precedenti, ma anche lei è da vivere con calma: passeggiando tra le vie del centro storico, fermandosi in un piccolo caffè o semplicemente aspettando che, al tramonto, le lanterne inizino ad accendersi. Oltre al centro storico, offre anche esperienze diverse: farsi realizzare un abito su misura, partecipare a un workshop di ceramica oppure assaggiare il famoso caffè al sale. È una delle destinazioni più turistiche del Vietnam, ma conserva un’identità forte e un’atmosfera che, secondo me, vale comunque la visita.


8. Da Nang e la Lady Buddha: tra città, mare e montagne
Da Nang è stata una delle sorprese più grandi del viaggio. È una città moderna, ma con un equilibrio particolare tra mare, grattacieli e montagne che la circondano.
Il punto che ricordo di più è la Lady Buddha, sulla penisola di Sơn Trà. Da lì lo sguardo si apre sull’oceano da un lato e sulla città dall’altro, mostrando perfettamente questa convivenza tra natura e urbanizzazione.



9. Phú Quốc: il lato mare del Vietnam
Dopo montagne, strade e città, arrivare a Phú Quốc è stato un cambio totale.
L’isola è fatta di contrasti: spiagge tranquille e angoli quasi deserti convivono con zone molto sviluppate e infrastrutture turistiche in continua crescita. Il modo migliore per scoprirla è uscire dalla zona centrale e fare il tour delle isole a sud. Qui l’acqua diventa più trasparente, le soste per lo snorkeling si susseguono e il paesaggio cambia continuamente prospettiva. Uno dei momenti più particolari è stata la cabinovia che collega l’isola principale al piccolo arcipelago a sud, una tra le più lunghe al mondo. Vedere il mare dall’alto, sospesa tra le isole, è una di quelle esperienze che rimangono impresse più per la sensazione che per le parole. Phú Quốc è probabilmente il volto più “rilassato” del Vietnam, ma anche quello in trasformazione più evidente.



10. Ho Chi Minh City: il Vietnam che corre
Se Hanoi racconta il lato più tradizionale del Paese, Ho Chi Minh City mostra quello più veloce e contemporaneo. È una città che corre. Grattacieli, traffico continuo, mercati, uffici e vita quotidiana si intrecciano senza pause. Ma non è solo modernità. La storia è ancora molto presente e si percepisce in diversi luoghi della città, che raccontano il passato e la trasformazione del Vietnam negli ultimi decenni. È una città intensa, che può colpire in modi diversi. Ma difficilmente lascia indifferenti.


Ripensando al Vietnam, la cosa che mi colpisce di più è quanto ogni zona sembri appartenere a un mondo diverso. Le montagne del nord, il caos di Hanoi, i paesaggi centrali e il mare del sud non sembrano semplicemente diverse: sembrano quasi Paesi distinti. E forse è proprio questo il tratto più affascinante del Vietnam. Durante il viaggio abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati da una guida locale della nostra età. Questo ha cambiato completamente il modo in cui abbiamo vissuto il Paese: non solo informazioni sui luoghi, ma racconti, abitudini e punti di vista legati alla vita quotidiana. Anche il cibo ha avuto lo stesso ruolo. Ogni zona ha sapori diversi, ingredienti propri e un’identità culinaria precisa: più delicata al nord, più intensa al centro, più tropicale al sud. Mangiare in Vietnam è stato un altro modo per capirlo.
Alla fine, quello che resta di un viaggio non sono solo le immagini o le tappe sulla mappa, ma tutto ciò che accade tra una destinazione e l’altra: una conversazione, un gesto, un sapore, un dettaglio inatteso. Ed è forse questo il motivo per cui il Vietnam mi è rimasto così impresso: non solo per i paesaggi, ma per la sensazione di aver attraversato un Paese in continuo movimento, dove passato e futuro convivono ogni giorno.
Ti ringrazio per aver letto fin qui e ti aspetto nei commenti per sapere qual è il posto che ti ha incuriosito di più e che ti piacerebbe visitare. E magari, perché no, creare un itinerario su misura per te.




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